Nei giorni scorsi, agli spettatori americani presenti in sala per vedere Logan – The Wolverine è stata mostrata una clip che ha rischiato di rubare la scena all’ultima avventura del mutante dagli artigli di adamantio. Il protagonista era l’antieroe Deadpool, interpretato ancora una volta dall’attore Ryan Reynolds.

Intitolata No Good Deed e mostrata prima dei titoli di testa di Logan, è ora disponibile online in versione estesa sul canale YouTube dello stesso Reynolds. In molti la considerano già il teaser trailer di Deadpool 2, anche se per ora il progetto non ha ancora un titolo ufficiale, né una data di uscita.

Ad un certo punto della sequenza, con il suo tipico meta-humor, il “mercenario chiacchierone” si fa beffe del costume di Wolverine. Questo ironico ammiccamento tra personaggi, oltre ad essere già stato al centro della campagna promozionale del primo film dedicato a Deadpool, ha anche un parallelo “reale” sui social media. Reynolds infatti si prende gioco regolarmente del collega Hugh Jackman su Twitter, e la star australiana si presta allo scherzo per la gioia dei fan di entrambi gli attori.

Dato che gli addetti ai lavori hanno già iniziato a chiedersi se la strategia di comunicazione di Deadpool 2 sarà brillante come quella del primo film, vale la pena chiedersi perché la campagna di Deadpool ha funzionato così bene.

Creatività e canali

Il team coinvolto nella promozione del primo film non si è risparmiato e, con la complicità e gli input di Reynolds, attivissimo sui social media e sempre pronto ad assecondare il carattere irriverente del personaggio, ha usato al meglio contenuti creati ad hoc per piattaforme che spaziano dalla televisione ai media digitali. Da Twitter a spot pubblicitari trasmessi durante il Super Bowl, praticamente nessun canale è stato escluso.

Tempismo e pubblico

Content marketing, real-time marketing, social media marketing, viral… Potremmo usare una miriade di etichette per definire le diverse azioni, ma quello che è certo è che la reattività che ha accompagnato tutta la campagna ha giocato un ruolo centrale. Non sono mancati i casi in cui le reazioni della fan base sono state trasformate in nuovi contenuti, per un engagement in sintonia sia con il linguaggio del personaggio, che con il pubblico di riferimento. Cosa che i critici hanno notato fin dalle prime immagini trasmesse al San Diego Comic-Con, accolte con un tripudio di applausi dai fan presenti in sala.

I quattro momenti migliori  

Il leak del test video

Tutto è iniziato con il misterioso rilascio online del test video girato per capire la fattibilità del progetto. I fan sono andati in visibilio: finalmente una versione del personaggio che rendeva giustizia al fumetto e faceva dimenticare l’orribile trattamento che Deadpool aveva subìto in X-Men le origini – Wolverine. Il resto è storia.

La prima foto del costume

Ryan Reynolds nella posa di… Burt Reynolds. Deadpool si presenta nella stessa posa in cui, nel 1972, Burt Reynolds compariva sulle pagine di Cosmopolitan: steso su una pelle d’orso, davanti al caminetto.

La campagna virale #12DaysOfDeadpool

Il rilascio di contenuti ad hoc per 12 giorni consecutivi,tra cui svariate GIF, trailer e un set di emoji per dispositivi mobile.

Il pesce d’aprile

In finto collegamento con Mario Lopez per la trasmissione Extra, Reynolds aggiorna sullo stato delle riprese e sulla certificazione che riceverà il film. Fino a quando Deadpool entra in scena e mette fine all’intervista… a modo suo.

Il cartellone pubblicitario creato con gli emoji

Tre sole icone per un gioco di parole che ha colpito gli automobilisti ed è rimbalzato online. L’ironia non ha bisogno di molto di più.

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